MamiMood

per mano, sulla soglia

 

“Fino a quando le mie mani / potranno essere una benda per la sua ferita, e le mie parole / allegri uccelli in cielo, consolare, consolare? / E’ terribile / essere così aperti: è come se il cuore / si mettesse un volto e se ne andasse per il mondo.”

Sylvia Plath

una produzione Caesura Teatro e Teatro Zigoia

di e con: Sabrina Carletti e Lianca Pandolfini

ostetrico teatrale: Mirko Segalina

Due donne, nella penombra, avanzano. Tengono qualcosa fra le mani con estrema delicatezza e attenzione, lo posano a terra. Guardano, si guardano. Ora devono solo aspettare.
Aspettare qualche minuto.
Ma quanto sono lunghi i minuti dell’attesa?
Il tempo si dilata, sfuma, passa indefinito. Tutto accade sulla scena per riempire l’attesa di quello sguardo finale, che risolverà un dilemma, darà risposte, segnerà un confine.
Le due donne si interrogano: essere madre o non essere madre, questo è il problema. Lo vuoi un figlio, o non lo vuoi?
Insomma, lo faccio o non lo faccio?
Le due donne si raccontano, con ironia e leggerezza, con delicatezza e malinconia, perché nel confronto con la vita più diretto che abbiamo mai vissuto, lacrime e risate sembrano dipendere le une dalle altre, come facce della stessa medaglia.

Ad accompagnare il racconto, a tratti surreale, delle due donne è la voce poetica di Sylvia Plath, musa ed eco maieutica delle loro confessioni. I pensieri che si affollano nella loro testa a proposito di questo “treno da cui non si scende”, hanno un’eco grandiosa e struggente nel linguaggio poetico altissimo di un’artista tormentata e pure tanto vicina.
La voce ricercata di Plath, le sue parole archetipiche e universali, ispirano e decifrano il quotidiano: la poesia diventa la parola-chiave per mettere ordine e per andare a fondo nel racconto di un momento importante della propria vita, e allo stesso tempo è quella spinta potente, necessaria, che dà la forza di iniziarlo, quel racconto.
A fare da dissacrante contrappunto, le voci volgari e superficiali delle appassionate frequentatrici di forum e chat, che sciorinano pericolose assurdità sulla gravidanza e sono testimoni inconsapevoli delle storture che talvolta battono il folle tempo di questa imprevedibile corsa.

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